Ipotesi sulla
derivazione del toponimo
la
Stozza di Laurignano
La rilevazione dei repertori toponomastici di un ambito
territoriale definito, la loro evoluzione nel tempo, la memoria che
ne conserva chi vi abita e, ove sia possibile, la loro spiegazione
etimologica, sono tappe fondamentali nella costruzione della
coscienza storica di una comunità, del senso di appartenenza, della
consapevolezza della propria identità culturale. Tappe che rivestono
anche un ruolo di grande interesse per gli studi storici e per chi
voglia indagare sui mutamenti di un paesaggio attraverso i secoli.
Qui di seguito
cercheremo di spiegare il significato e la derivazione del nome
la Stozza, località presente nella toponimia laurignanese e
attestata sin dal Cinquecento nelle fonti documentarie superstiti
(atti notarili e Registri parrocchiali).
È probabile, a nostro parere, che il
lemma Stozza derivi dal termine Stazzo (s.m. latino
Statio «lo stare, dimora», come riportato nel Dizionario
Treccani), diventato tale a seguito di trasformazioni grafiche
risalenti forse al periodo di decadenza letteraria e al contestuale
avvento del volgare nella lingua italiana. Come semplice indizio a
supporto di questa ipotesi – da considerarsi forse una coincidenza
ma tuttavia utile per auspicate indagini successive – segnaliamo che
una località la Stozza è tuttora presente anche nei territori
di Muss–ano, Corigli–ano, Castelpag–ano (BN),
toponimi connotati dal suffisso finale in –ano/–anum e
ubicati in prossimità di vie di comunicazioni di origine romana.
In antico la statio indicava
un luogo di sosta, una stazione dove si poteva trovare alloggio per
la notte o effettuare il cambio dei cavalli, ubicata lungo le
arterie di transito di origine romana. Non a caso, la località la
Stozza di Laurignano è posta sul fianco del crinale che degrada
fino al fiume Jassa. In epoca romana e nei secoli medievali, ai
piedi del crinale si snodava la via Popilia, la consolare
romana aperta al transito intorno al 132 a.C., che univa Capua a
Reggio Calabria e che ha rappresentato per molti secoli lo strumento
di penetrazione più importante da e per la regione.
Una località la
Stocta la troviamo attestata la prima volta in un documento
del 1591 rogato dal notaio cosentino Maugeri. Nel documento è
riportata la notizia dell’insediamento dei Francescani nel
territorio di Laurignano, in quali fondarono un monasterium
in detta località. Successivamente risulta frequentemente annotata
nel Liber emortualium dei registri parrocchiali di S.
Oliverio.
Nel 1726 Nicola
Valentino registrò le morti di Diana Monaco e Caterina Casciaro
abitanti in località «la Stozza» e, nel 1728, quella
di «Nicolaus heremita S. Maria de la Stozza». Qualche
decennio dopo, nel 1768, 1769 e 1774 don Paolo Cozza annotava i
decessi di Pasquale, Francesco, Gennaro e Anna Guido presso «la
torre della Stozza».
Nel 1776 lo stesso parroco registrava
«Il Romitorio della Stozza». Tra il 1769 e il 1774 nella «torre
della Stozza» morirono Anna, Giuseppe, Gennaro, Domenico
e Francesco Guido. Nel 1768 troviamo annotato il decesso di Luisa
Aiello, di soli 24 anni, e di Anna Guido, «virgo in capillis»
abitante presso la torre della Stozza, «ab inopinatam
morte».
Con l’insediamento in loco del culto
di S. Maria Assunta e della relativa erezione del monasterium
Conventuale, sul finire del Cinquecento, l’intera zona ha assunto
l’attuale nome S. Maria Stozza. La denominazione
toponomastica di Santa Maria, «da sempre nota a tutta la zona
sotto l'antico nucleo di Laurignano, dove la tradizione colloca il
primigenio culto mariano», è documentata in un atto del notaio
Plantedi rogato a Cosenza nel 1590. Nella scheda è riportata «la
cava di S. Maria», a conferma dell'esistenza del toponimo già
sul finire del XVI secolo.
La località ha assunto
tale denominazione per il radicamento in loco del culto,
legato alla presenza sul posto di una cappella o edicola rurale,
dedicata alla Vergine Assunta in Cielo, ampliata successivamente a
romitorio, non dissimile dalle tante disseminate lungo le strade di
campagna, che per secoli hanno offerto ai viandanti un richiamo alla
fede. «La cona de la via de Tesano», infatti, è attestata in
un documento del 1590, collocata come consuetudine lungo un'arteria
di transito, nella fattispecie la «via publica» ricorrente
nelle documentazione del Cinquecento, che si snodava ai piedi del
crinale fino a raggiungere Tessano e oltre.
La località
S. Maria Stozza o, più semplicemente, la Stozza (‘a
Stozza, nell’idioma locale) è tuttora presente nella
toponomastica laurignanese. La persistenza nei secoli dell’articolo
la potrebbe essere la conferma alla mai mutata abitudine di
indicare la statio.
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