INCREDIBILE SUCCESSO DELLA TRADIZIONALE
MAIALATA “PETILIANA” ORGANIZZATO DALL’OSSERVATORIO SOCIALE DI LAURIGNANO.
La sig.ra Arnone, proprietaria e cuoca del tipico ristorante “La
Petilia” in Laurignano ha voluto superare se stessa nella preparazione
di questo pranzo tradizionale. Ben quindici sono state le portate che
hanno deliziato il palato di quaranta competenti buongustai .
Cultura: “Il maiale è stato sempre il re della tavola nei tempi antichi
e moderni.
L’allevamento del maiale era di vitale importanza nell’economia e nella
cultura contadina.
A seconda delle possibilità economiche, quasi tutte le famiglie
macellavano il maiale, per assicurarsi la provvista di carne per tutto
l’anno.
Il rito del maiale era un’occasione di festa per la famiglia ed anche
per i parenti e i compari che venivano invitati ai pranzi.
Del maiale non si buttava proprio niente. Si conservava il grasso, le
frittole, il lardo, la pancetta, le cotenne, le salsicce, le sopressate,
i capicolli, il prosciutto; e le ossa spolpate venivano conservate in
salamoia (carne ‘ncataràta), poi cucinate con le verdure durante
l’inverno.
Si preparavano i scarafògli , la gelatina con le zampe, le orecchie, e
parti della testa, bollite e conservate in aceto aromatizzato con foglie
d’alloro. La trippa veniva salata e, ricoperta di polvere di peperoncino
rosso piccante, messa ad affumicare; e, poi, col sangue, cotto a
bagnomaria insieme a cioccolato, zucchero, noci, pinoli e bucce
d’arancia grattugiate, si preparava il “sanguinaccio””.
Il nostro pranzo è stato incentrato e limitato alla consumazione dei
derivati della “Quadara” e non solo. La giornata rigida e piovosa con
accenni a nevicata ha creato “il clima ideale” addolcito dal caminetto
con i tizzoni ardenti. Il vino cerasuolo di produzione rigorosamente
della casa ha però, poco dopo, prodotto il calore naturale più che
necessario al fabbisogno e reso insopportabili i maglioni indossati .
Il rito è stato aperto dalla ciotola di scarafogli caldi e pane di
miglio. La super zuppetta d’antico sapore ha degnamente sostituito il
consommè e preparato il palato al gusto delle polpette e pancetta
arrostita. A seguire i fagioli e cotiche a tocchetti fumanti “ccuru
pipazzu”.
Poi le costine e le cotiche arricciate, i signali (orecchie, lingua,
muso, coda, piede, rene, trippa ecc.) la verza col brodo, le frittule,
le ossa ‘ncarnate , la giardiniera. Il tutto servito singolarmente per
pietanza in lunghe e capienti ed abbondanti sperlunghe riempite in
continuazione .
Le penne col sugo di carne accompagnate dal suffritto hanno suggellato
lo stomaco e molti hanno fatto bis., quindi la verza ripiena, l’insalata
di verza, il fegato arrostito avvolto nel diaframma.
Poi la frutta fresca, la secca, il dolce, il caffè ed il digestivo.
Il pranzo è stato allietato da canti e cori spontanei di successi
musicali intramontabili.
All’imbrunire, prima di lasciare il locale è stata chiamata in sala
l’eccellente cuoca-proprietaria Sig.ra Arnone che è stata vivamente
ringraziata e festeggiata dal Presidente Avv. Gallo e commensali con un
lungo applauso insieme alle due figliole che hanno assicurato un
impeccabile servizio con un: “arrivederci alla prossima” .
Le foto testimoniano lo stato d’animo dei commensali caratterizzato da
sorrisi, allegria, socialità, spensieratezza e buon appetito !